Solitudine

Qualche decennio fa mi capitò fra le mani il diario di viaggio di uno degli ultimi esploratori della superficie di Plutone, prima che il corpo celeste diventasse una miniera e poi un carcere di massima sicurezza. Nell’ultima pagina del resoconto cita una poesia non molto famosa – parafrasando un po’ i versi – di uno dei più influenti scrittori di tutto il Sistema Solare:

“Non vi è tempo neanche per pisciare:
Il freddo pungente trapassa ogni poro
E ogni movimento è sofferenza
Verso la vita e verso la morte.

Solitudine, mia cara compagna,
Anche tu mi hai abbandonato.”

Stando alle cronache, l’esploratore qualche giorno dopo fu fatto a pezzi dai Nativi. Dopo nove anni su quel pianeta, fu il primo contatto con esseri viventi fuori dal pianeta Terra.

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