Sarebbe

Sarebbe bello aiutarsi, come vento colorato tra foglie che cantano al suo cammino.

Sarebbe.

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Grande Bestia

Bentornata allegria,
anche stavolta starai per poco.

Tante cose avrei da dirti,
il tempo è bugiardo
quando si sta insieme.
Non voglio trattenerti,
va pure se vuoi:
oppure potresti sopportare
questa immonda tristezza
che mi assale.

Se solo potessi rimanere un po’ di più.
se solo io potessi rimanere un po’ di più.

Dialogo con la Notte

Dopo ore di vociare ti rivedo ancora
cara amica mia.
I tuoi occhi luminosi,
le tue lacrime cadenti:
sei forse triste per questa solitudine?

Io sto bene così:
sentendo la tua voce
tra un frinìo,
un canto d’amore
e un pianto urlato.

Accompagnami questo vino
con un altro chiaror di Luna,
e baciami sulle labbra
con un’altra brezza leggera.

Risultati immagini per heavenly bodies book
Testa di San Benedetto, custodita a Muri (Svizzera). Dal libro “Heavenly Bodies” di Paul Koudounaris.

Santa Morte,
riempi d’oro e gioielli
i tuoi poveri servitori.

Coloro che hanno consumato,
donato e sperperato,
tessendo trame
per i tuoi più bei vestiti.

Richiamali e abbracciali
e amali. Come il Tempo,
li ha amati nel loro disgregarsi.

Rachmaninov: The Isle of the Dead, Symphonic poem Op. 29

Qui il tempo si è fermato.

Le stesse bottiglie sui gradini,
nelle posizioni di ogni notte.
Una pioggia battente che riporta l’odore
della terra in aria. Un’autunnale estiva.
Eravamo illegali e siamo rimasti tali
agli occhi della bella gente che ci circonda.

Orme bagnate per la piazza solcano una meta per ognuno.

Nulla è più.

Voi non siete più qui.

Noi non siamo.

È il 2018 e io sto a fare ancora il Poeta

Soffia il vento, non è bufera.

Tu sei lì, da qualche parte
irrequieta,
a rimuginare sui tuoi peccati.
Io son qui,
come uno stronzo,
a contar gli spicci.

Siamo nel Terzo Millennio,
(il terzo, e non credevo nemmeno
di arrivare al secondo)
e io continuo a scrivere.

Nemmeno ci mangio,
non mi nutro più,
con quattro parole in croce.

Eppur si ama
a dire boiate,
eppur ci si consola
a ripetere stronzate.

L’Inferno è una torta di mele mal digerita

Sono passati quasi tre anni dall’ultimo post. E, a essere sinceri, avevo totalmente rimosso l’esistenza di questa manifestazione digitale del mio blog.

Sono passate tante acque sotto il ponte, e l’unica certezza che ho coltivato in questo tempo di silenzio era che non riuscissi più a scrivere. Mi sbagliavo. Probabilmente non avrò più il piglio di una volta – ma a dir la verità non l’ho mai avuto – però si è sbloccata nuovamente qualcosa. La necessità di tornare a condividere anche solo per un attimo pensieri e parole, stupidi o meno che siano.

Bentornato a me, quindi. E ben ritrovati a voi, che siete – se siete – rimasti.